Ciao a tutti! 

Come sapete NarrArti è nato dall’amore grande di un gruppo di artisti, verso i bambini e le loro sorprendenti capacità. 
Il nostro lavoro, seppure in ambiti creativi differenti, ruota da sempre intorno al benessere e al desiderio di dare ai bambini la possibilità di un’esperienza. 

Le nostre lezioni non sono mai finalizzate a fornire delle competenze specifiche e pratiche, ma desiderano spingere i bambini che vi partecipano, a scoprire cose nuove, nuove possibilità e nuove passioni. 

Anche la Musica che proponiamo è un’avventura di scoperta e di conoscenza.

Oggi è qui con me Alessandro Porro, autore delle bellissime musiche che accompagnano i video e gli spettacoli di NarrArti (in un paio lo potete vedere in carne ed ossa!). Ho chiesto ad Alessandro di raccontarci del suo lavoro, del suo amore per la musica e dei suoi progetti futuri. State a sentire cosa mi ha raccontato!!
 
Ciao Ale, ci racconti come è nato il tuo amore per la musica e cosa ti ha spinto ad avvicinarti ai più piccini?
 
 
Ho iniziato a suonare la chitarra quando andavo alle scuole medie. Mi ricordo la sofferenza delle dita sulle corde di ferro; ricordo la mia insegnante, che era figlia di un’amica di mia mamma. Era una cosa nata un po’ casualmente, e forse avrebbe potuto rimanere qualcosa di marginale o persino avrebbe potuto interrompersi, come spesso accade per le attività che si iniziano in quel periodo della vita. Credo siano state invece le relazioni con altri ragazzi che iniziavano a suonare, a far sì che io continuassi ad approfondire la tecnica sullo strumento e lo studio della musica. Quello che poi mi ha portato ad avvicinarmi all’educazione musicale dei più piccini è stata la nascita di mio figlio Diego. Ho iniziato a chiedermi quali potessero essere le migliori modalità di approccio alla musica e, da questa domanda, è nato l’approfondimento che mi ha portato alla Music Learning Theory di Edwin E. Gordon.
 
 
 
In cosa consiste il metodo Gordon e come si svolge una tua lezione?
 
Credo che gli studi fatti da Gordon abbiano il pregio di riportare l’educazione musicale a una consequenzialità logica sensata. Si apprende la musica seguendo gli stessi passi che compie un bambino per imparare la propria lingua. Non si inizia a conoscere la musica dalla lettura o dalla scrittura né dall’apprendere dei temi musicali, come non si impara a parlare iniziando dalla lettura, dalla scrittura o dall’imparare le poesie a memoria. Il discorso di Gordon è ovviamente più complesso e dimostrato con studi molto particolareggiati svolti in anni di attività nelle università americane. Per comprenderlo forse basterebbe il buon senso, che però, purtroppo, è spesso mancato presso istituzioni e maestri privati. Si conosce la musica attraverso la voce e il corpo, ed è attraverso questi elementi che cerco di strutturare le mie lezioni. Cantando e muovendomi, senza inutili spiegazioni, e utilizzando il gioco, l’imitazione e il linguaggio non verbale. Dipende dalle età dei bambini.
 
 
Ma tu da bambino eri già un musicista? E a che età si può cominciare ad ascoltare e fare musica?
 
 
Da bambino si è tutti musicisti. Basta imparare a divertirsi con i suoni, la voce, le percussioni trovate in giro per casa. Per ascoltare musica non ci sono limiti di età, ritengo invece che, per fare in modo che l’accostarsi allo strumento non diventi noioso e traumatico, sia meglio verificare che esistano dei pre-requisiti che sono musicali e caratteriali. Per quelli caratteriali basta ancora il vecchio buon senso. Come si può pensare che un bambino, che non ami stare fermo, possa sedersi davanti a un pianoforte e rimanere lì mezz’ora a fare esercizi che forse, dopo l’iniziale entusiasmo, scoprirà non essere poi così tanto divertenti? Stessa cosa per qualsiasi altro strumento. Poi sono certamente necessarie delle valutazioni di tipo musicale. Se un bambino non ha superato alcune fasi di apprendimento, non potrà godere appieno dei risultati, guadagnati con fatica, che raggiunge. Il percorso, quindi, diventerà una dura salita senza alcuna soddisfazione. E, giustamente, perché continuare? 
 
 
 
 
Ci racconti del tuo progetto che si chiama Manamanà?
 
Il collettivo Manamanà propone concerti pensati e strutturati per essere vissuti e apprezzati da bambini, dagli zero ai sei anni d’età, accompagnati dai loro genitori. Stiamo quindi attenti ai tempi, ai volumi, alla disposizione nello spazio. Cerchiamo poi di creare dei momenti di dialogo musicale, con i genitori e con i bambini. Sono concerti molto
 coinvolgenti che dànno la possibilità ai bambini di avere a che fare con la musica in modo libero e spontaneo. Che dire? Speriamo di ripartire presto… Nel frattempo abbiamo registrato delle session live che distribuiremo tra poco. Si tratta di musica strumentale che può essere ascoltata con piacere da grandi e piccini.
 
 
E allora noi aspettiamo con gioia di poter ascoltare la nuova musica che Alessandro ha preparato per noi. 
Nel frattempo, se volete scoprire qualcosa sulla musica e sugli strumenti a corda, potete guardare il video qui sotto… c’è anche Alessandro!
 

Buona Musica a tutti noi!